giovedì 7 giugno 2018

Gli scampi. Crostacei pregiati e gustosi.



Voglia di scampi? Crostacei simili agli astici, sono pregiati, deliziosi e ottimi per essere gustati da soli o come primo piatto.

Ricercati e dal sapore delicato, gli scampi hanno una colorazione rosacea e una struttura longilinea. Il corpo è costituito da sei segmenti e la coda a ventaglio che è utilizzata dal crostaceo per muoversi. Il maschio ha, invece, dimensioni più grandi della femmina e raggiunge una lunghezza massima di 25 centimetri.
Gli scampi si rifugiano di solito dentro gallerie che incavano sul fondale marino e di notte escono per cercare cibo. Pescati nel Mare del Nord nei pressi delle coste islandesi e della Norvegia, viene pescato nel medio Adriatico e nel Mar Tirreno e si utilizzano reti a strascico.

Molto richiesti dal mercato, gli scampi sono crostacei dal pesce magro in quanto ricchi di calcio e fosforo. Nutrienti e con elevate quantità di proteine nobili, possiedono pochi grassi e carboidrati, insieme ad  elevati quantitativi di colesterolo.

Il periodo ideale per gli scampi è compreso fra i mesi di settembre e aprile perché hanno più polpa e sono più gustosi e ottimi per preparare piatti squisiti. Buoni anche per antipasti da servire freddi o tiepidi come il famoso cocktail di scampi. Usati anche per preparare sughi per il riso o la pasta lunga. Cotti sulla griglia insieme ad altri pesci e crostacei, costituiscono un prelibato e raffinato secondo piatto da accompagnare con verdure grigliate e salse di varia natura.
Gli scampi sono ottimi anche cotti al vapore e aromatizzati con limone e prezzemolo o anche saltati in padella con del peperoncino fresco o prezzemolo. La loro cottura è meglio che sia fatta con il loro guscio per mantenere tutti gli umori e i profumi.


Al Ristorante ‘A Fenestella si preparano ogni giorno degli ottimi primi piatti a base di scampi, che regalano, insieme ad un buon vino bianco, un momento di puro benessere e relax. 

venerdì 25 maggio 2018

Quali sono i benefici dei ricci di mare?




Quali sono i tanti benefici dei ricci di mare? Almeno una volta, in estate, gustare dei ricci in riva al mare è un momento di relax e benessere  che ognuno dovrebbe concedersi.

Le parti commestibili in cui sono racchiuse le uova sono disposte a forma di stella e prodotte in base alla stagione. Il riccio di mare più diffuso è il Paracentrotus Lividus, di una tonalità che sfuma dal violetto sino al bruno, conosciuto anche con il nome di "femmina" per via della sbagliata convinzione che si tratti del genere femminile del riccio nero.

I ricci vivono fino a 30 metri di profondità e popolano i fondali rocciosi o le praterie costituite dalle posidonie, piante che utilizzano come riparo dai predatori. Il riccio è un animale molto prolifico e sedentario, e per questo catturarlo è davvero semplice. 

Il periodo migliore per gustare i ricci è quello invernale, o come sostiene la tradizione popolare in tutti i mesi con la "r", quindi fra febbraio e aprile.
Le sacche ovipare del riccio si possono consumate crude, o in padella e hanno un apporto calorico ridotto, intorno alle 110 calorie ogni 100 grammi di prodotto, con un grande quantitativo di acidi grassi essenziali, di proteine ad alto valore biologico, oltre a ferro e fosforo, il primo utile per l'anemia, il secondo ottimo per il sistema nervoso.

I ricci sono ricchi di iodio e la sua assunzione previene il rischio d’ipotiroidismo. L'ovotiolo, un aminoacido contenuto nelle uova, è, inoltre, un potente antiossidante utile a inibire le cellule tumorali.


Al Ristorante A’ Fenestella vengono offerti ai clienti degli ottimi primi con i ricci sempre di ottima qualità. Per informazioni e prenotazioni potete chiamare il 081 76 900 20. 

martedì 8 maggio 2018

Vongole o cozze? Sfida all’ultimo mollusco.




Vongole e cozze sono tra i molluschi più gettonati dell’estate. Protagoniste indiscusse di ottimi piatti di pesce, sono invitanti e leggere e hanno alcune caratteristiche comuni.  

Dal punto di vista nutrizionale, sono entrambe poco caloriche e contengono proteine, oltre a lipidi molto ricchi di acidi grassi Omega 3. Fonte di vitamina B12, sono consigliabili anche per gli anemici e per gli ansiosi. 
Sia le cozze, che le vongole, sono molto digeribili e contengono un’alta percentuale di sodio.
Le vongole, in particolare, sono tra i molluschi più utilizzati nelle nostre cucine, perché semplici da cucinare e molto gustose con sughi. Le vongole, ottimi anche per le diete, contengono pochi grassi e molte proprietà benefiche per la salute. 

Le vongole, oltre ad una buona quantità di proteine, contengono anche sali minerali e vitamine. Tra le varietà di vongole più conosciute, ci sono le vongole veraci e le vongole comuni. Le vongole veraci sono le più pregiate, ed essendo d’allevamento, si trovano in commercio tutto l’anno. Le vongole comuni, sono invece, molto più piccole delle veraci e non si trovano sempre sul mercato.

Utilizzate per cucinare dei primi piatti molto saporiti e con poche calorie, sono perfette per piatto di pasta leggero, possedendo solo circa 200 calorie. Potrete gustare uno squisito primo piatto di vongole, accompagnandolo anche con un buon vino bianco.


Ottime quindi per piatti gustosi e saporiti, le vongole non possono mancare soprattutto nelle nostre tavole estive o in quelle di un bel ristorante affacciato sul mare come ‘A Fenestella, che propone diversi gustosi piatti come questi, offrendo sempre tipici piatti Napoletani e specialità della tradizione regionale Marinaresca.

lunedì 23 aprile 2018

Grigliata di pesce: what else? Ottima quella de ‘A Fenestella




Il pesce è uno degli alimenti maggiormente consigliati nella dieta mediterranea. Il pesce, sinonimo di salute, ha infatti delle notevoli proprietà nutrizionali ed è importante mangiarlo per i benefici che porta al nostro organismo.

È un cibo ottimo per una sana e corretta alimentazione di bambini, adulti e anziani e per questo andrebbe consumato almeno due volte a settimana, meglio tre. 

Prima di preparare un piatto a base di pesce è importante accertarsi che questo sia fresco ed è necessario controllare la sua provenienza per far sì che non venga da acque pure e incontaminate. 

Quindi, assicuriamoci sempre di scegliere il pesce tenendo conto della freschezza, della provenienza garantita e della qualità certificata. 

Il pesce si può servire crudo, al vapore, in umido, in una zuppa, fritto o grigliato. 

La grigliatura è uno dei metodi più antichi: è semplice, veloce e dona alle pietanze un sapore irresistibile. 

Non tutto il pesce è fatto per finire direttamente sulla brace. Non lo sono i molluschi cefalopodi di grandi dimensioni, a cominciare dal polpo, che prima deve essere lessato. Anche calamari, totani e seppie devono essere scelti con cura. E sono sconsigliati i pesci troppo piccoli che rischiano di bruciarsi.


Insomma già la bella stagione è iniziata. Cosa c’è di più buono di una grigliata di pesce? Ancora di più se è preparata da professionisti, come i cuochi di ‘A Fenestella, e voi dovete solo gustarla. 

lunedì 9 aprile 2018

I crostacei: come si mangiano?



Chi di noi davanti ad una bella e succulenta aragosta non si è trovato in difficoltà su come mangiarla? Probabilmente in molti.

Quando, infatti, ci troviamo al ristorante a mangiare i crostacei spesso non sappiamo da dove iniziare e gamberoni, astici, mazzancolle, scampi e granchi sgusciano via dal piatto. 

Di norma però i crostacei, usati ad esempio nella ricetta negli spaghetti allo scoglio, vengono serviti in tavola già spolpati e ricomposti nelle loro corazze. Ovviamente il guscio non va mangiato. 

Se il crostaceo, invece, non è stato servito già pulito nel piatto va utilizzata l’apposita pinza e/o forchetta specifica che è formata da una punta ripiegata e tagliente e una volta tirata fuori la polpa dalla corazza, questa va mangiata con forchetta e coltello da pesce, quello a forma di spatola. 

Per quanto riguarda le teste di gamberi o gamberoni, evitate di succhiarne la polpa.  Secondo il galateo è più elegante mangiare tutto quello che si può estrarre con le posate. Le mani sono consentite per togliere la testa, ma soltanto per quello. 

L’ideale per gli scampi, invece, è che vengano serviti già puliti. In alternativa bisognerà ricorrere sempre all’apposita pinza. Di solito, quando si mangiano i crostacei, per buona educazione, i camerieri portano in tavola anche un piccolo recipiente con acqua e limone ed una salvietta o le più pratiche salviette usa e getta per pulire le mani.


Se hai voglia di un bel piatto di crostacei fai un salto a Posillipo al nostro ristorante e non te ne pentirai. 

lunedì 26 marzo 2018

A Pasqua non perderti la pastiera dell’ ‘A Fenestella



Giunge la Pasqua e con lei immancabile arriva sulle tavole napoletane la pastiera
Un dolce tipico della tradizione campana che affonda le sue origini nella leggenda della sirena Partenope che, incantata dalla bellezza del golfo della città del Vesuvio, ogni primavera emergeva dalle acque per allietare le persone con il suo canto. Si narra che una volta la sua voce fu così armoniosa che, per ringraziarla, tutti gli abitanti le offrirono in dono farina, ricotta, uova, grano tenero, acqua di fiori d’arancio e spezie. Partenope gradì i regali e li mescolò creando, appunto, questo dolce.
Ma forse la pastiera accompagnò le feste pagane celebranti la primavera, durante le quali le sacerdotesse di Cerere portavano in processione l'uovo, simbolo di vita che nasce. Per il grano o il farro, misto alla ricotta, potrebbe derivare dal pane di farro delle nozze romane, dette appunto " confarratio ". 
Un'altra ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che si diffusero all'epoca di Costantino il Grande, derivate dall'offerta di latte e miele, che i catecumeni ricevevano nella sacra notte di Pasqua al termine della cerimonia battesimale. 
Secondo invece la storia più recente questa specialità affonda le sue radici nel XVI secolo nel convento di San Gregorio Armeno grazie alla laboriosità delle suore e al profumo dei fiori d’arancio del giardino circostante.
Comunque, qualunque siano le sue origini, la pastiera oggi è uno dei dolci più conosciuti al mondo ed è stato anche inserito tra i prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) secondo le direttive del Ministero delle Politiche agricole.


Con il suo odore di primavera e la fragranza della pasta frolla, la pastiera napoletana non può mancare in nessuna tavola napoletana che si rispetti come quella del ristorante 'a Fenestella.

lunedì 12 marzo 2018

Paccheri con astice: più che un piatto è una poesia




Un prodotto eccellente come i paccheri di Gragnano, pasta che gode del marchio di Indicazione geografica protetta, e l’astice, pescato anche in alcune zone del Mediterraneo, insieme sono due elementi raffinati e gustosi per preparare un primo piatto di mare delicato.
I paccheri sono un formato di pasta tradizionale napoletana dalla forma di maccheroni giganti, esclusivamente realizzati con semola di grano duro e trafilati in bronzo. 
I paccheri vengono essiccati a una temperatura compresa tra 40 e 80°C, per un periodo compreso tra le 6 e le 60 ore, in celle statiche di prosciugazione oppure in tunnel di aria calda. Il confezionamento, invece, deve avvenire entro 24 ore nello stesso luogo di produzione.
In napoletano pacchero significa schiaffo. Il termine però deriva del greco antico (da πας, "tutto" e χειρ, "mano") dei primi fondatori di Parthènope e ancora usato nella lingua italiana come "pacca", cioè uno schiaffo dato a mano aperta. 
Da qui il nome del tipo di pasta, dalla taglia molto superiore alla norma, in genere accompagnato da sughi gustosi. Ma altri sostengono che il nome derivi dal rumore prodotto quando vengono mescolati insieme alla salsa.

I modi per gustare i paccheri e i condimenti possibili sono infiniti ma una delle ricette più scenografiche è quella con l’astice, crostaceo dalle grandi chele. E il ristorante, che tra tutti a Napoli, lo cucina nel modo migliore è ‘a Fenestella di Posillipo.

Gli scampi. Crostacei pregiati e gustosi.

Voglia di scampi ? Crostacei simili agli astici, sono pregiati, deliziosi e ottimi per essere gustati da soli o come primo piatto. ...